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considerato CHE NON ESISTE UNO STANDARD DI LAVORO UFFICIALE CHE SANCISCA l’OPERATIVITà E  la TIPICITà DI QUESTA RAZZA NELLA TIPOLOGIA D’IMPIEGO CH’è MAGGIORMENTE IN USO IN ITALIA, RITENIAMO DI DESCRIVERE QUALE SIA LO SPRINGER CHE GLI ALLEVATORI E I SOCI DELL’  "HUNTING SPRINGER FOREVER" HANNO IN MENTE DA SEMPRE.

 

                               

Lo Springer Spaniel Inglese è cane generico e completo ma presenta assoluta specializzazione lavorando in terreni coperti, spinosi o acquitrinosi, rimane comunque adattabile, con l’esperienza, alle più disparate condizioni ambientali.
Di natura dolcissimo, a caccia diviene esuberante e a tratti assolutamente impetuoso.

Nel comportamento palesa la sua gioia di vivere e la sua passione per la caccia nei confronti della quale esprime tutta la generosità del proprio temperamento donando le sue forze e il suo coraggio senza risparmio.

L’andatura di caccia dello Springer è il galoppo:

Vivace, elastico, spesso compresso nella foga dell’olfatazione o nel superamento di ostacoli che si trovasse a superare repentinamente.

Esso ha tempi rapidi, a volte discontinui, sempre pronto ad un rapido cambio di direzione, a seconda della natura del terreno e degli stimoli olfattivi che riceve a volte da distanza ravvicinata, a causa del terreno coperto.
Il movimento dello Springer varia con il variare della natura del terreno e della vegetazione:

In terreno aperto e regolare nonché in presenza di una vegetazione che non superi in altezza il garrese del cane, il galoppo dello Springer sarà più allungato di quanto non gli è normalmente caratteristico, molto veloce ed estremamente elastico, seppur non costantemente rettilineo per direzione. Allorché la vegetazione aumenta in altezza e consistenza è stupefacente come la velocità di cerca non sembri ridursi in proporzione ma anzi, avidità ed impeto del cane sembrano farla aumentare, rendendo evidente che esso riconosce, attraverso l’esperienza acquisita, l’ambiente più congeniale ad ospitare selvaggina. Il galoppo diviene più compresso e ancor meno rettilineo, sempre sbrigativo, inframmezzato da repentini e frequenti cambi di direzione e di ritmo. Più rapida la frequenza delle battute e più numerosi i cambi di arto guida fra i due del posteriore. Questi cambi di mano,solitamente avvengono in coincidenza con una delle fasi di sospensione aerea che caratterizzano lo Springer e si manifestano anche con impennate improvvise nonché con sgroppate e smontonature. Tutte acrobazie che sembrano finalizzate ad uscire dalla vegetazione asfittica per poter avventare al di  sopra di essa.
Normalmente in fase di cerca al galoppo, il collo è portato sullo stesso livello della linea dorsale ma la testa tende al basso senza tuttavia scandagliare il terreno naso a terra. Il cane è pronto ad utilizzare così ogni indicazione olfattiva sia che pervenga da terra o da un refolo di vento.
Quando capta un’ emanazione tutto l’atteggiamento del cane si modifica: l’azione diviene rabbiosa e incalzante.
Se si tratta di selvatico che si sottrae di piede egli abbassa ulteriormente il naso verso terra per seguirne la traccia sino all’involo o allo schizzo. Se invece l’emanazione è portata dall’aria egli col naso risale l’effluvio e se accerta la presenza del selvatico immoto, lo carica con decisione.
Quando è certo della presenza del selvatico egli si flette sugli arti, collo allungato al massimo, quasi a protendersi sulla pista lasciata dal fuggitivo. Il treno posteriore, a volte richiamato sotto di sé nella propulsione a scatti rapidi e spesso irregolari, non si distende mai completamente ma viene nuovamente raccolto pronto ad imprimere un impulso di spinta in una direzione che può essere diversa da quella precedente.
La coda rigidamente protesa e tenuta sotto la linea dorsale esprime la grande carica emotiva del cane con un guizzante movimento che coinvolge a volte le regioni del rene e della groppa, le quali, fondendosi, si arcuano leggermente verso il basso. A volte il treno posteriore è così fortemente sollecitato che viene portato di lato. A tale spinta non corrisponde sempre un proporzionale avanzamento del bipede anteriore e questo eccesso di forza che stenta ad essere scaricata in avanti, dà veramente la sensazione della compressione dell’azione che diviene rabbiosa e radente.
Essa tuttavia non è radente per ragioni anatomiche, ma solo perché, in emanazione, esso si flette fino a diventare serpeggiante.
Tutte queste caratteristiche danno all’azione quell’espressività che è pregio essenziale per lo Springer, quanto la rigidità e lo stile di ferma lo sono per le razze che la praticano.
Cacciando su terreni che lo consentono o lo richiedono ed a buon vento lo Springer aprirà con efficacia la sua cerca sui lati della direttrice di marcia con lacet di giusta profondità ed ampiezza.
Sarà pretesa regolarità di percorso, ordine ed equilibrio. L’incrocio giova alla razionale esplorazione del terreno, ma se capta l’emanazione, lo Springer ha diritto di concludere senza divagazioni geometriche.
La direzione del vento deve essere opportunamente valutata.
Essa condiziona il percorso e la regolarità dello stesso.
In bosco fitto o in altri terreni folti, la regolarità della cerca è molto meno ritmata, i lacet si fanno irregolari per ampiezza e profondità perché su questi terreni la vegetazione alta, pone sul percorso del cane continui ostacoli e gli toglie pure i riferimenti visivi.
Caratteristica dell’azione dello Springer è la grande vitalità, l’elasticità del movimento e l’iniziativa anche in terreni difficili, senza tuttavia venire meno ad uno spiccato collegamento con il proprio conduttore che a volte interroga apertamente con lo sguardo pur senza interrompere o rallentare la caccia, senza pause, senza soste.
Nel complesso sembra che il cane svolga un’azione facile, gioiosa e senza sforzo.
Un altro aspetto particolarmente tipico della cerca dello Springer è il coraggio, a volte incredibile e sempre commovente, con cui affronta rovi e spine setacciandoli incurante del dolore e della fatica. Queste caratteristiche, che sintetizzano coraggio, iniziativa, potenza e avidità sono il marchio di fabbrica della razza per la quale lo Springer non ha uguali tra tutte quelle da caccia.

Dallo Springer si pretende che interrompa la propria azione al frullo del selvatico e non lo insegua. Tuttavia questo non rimane un atto passivo ed il cane non esprime rinuncia ma, in un momento in cui ogni azione gli è preclusa dall’imposizione dell’addestramento, lo spaniel si tende, lo sguardo attento ed acceso, nel tentativo di assicurarsi almeno visivamente la direzione e la sorte deI selvatico.

Il riporto è la conclusione dell’azione di caccia ma non ne è l’appendice: ne fa parte integrante. Dopo avere valutata la sicura interruzione dell’azione all’involo e all’abbattimento, verrà consentito al cane di andare al riporto direttamente dalla posizione nella quale si trova, senza indicazioni del conduttore; se eseguito correttamente questo riporto darà luogo ad una significativa nota di merito.
Il come viene eseguito è motivo di valutazione come qualsiasi altra fase dell’azione di caccia dello Springer. La precisione nel raggiungere il punto dove il selvatico è caduto è indice che lo spaniel ha saputo “marcare” con esattezza, a dispetto della vegetazione spesso obnubilante.
Il riporto dello Springer deve essere sicuro e sbrigativo, fermo nella presa ma delicato. Il dente duro è da penalizzare, da non confondersi però con la presa sicura. Il rientro verso il conduttore, veloce, gioioso, diretto.
Lo Springer ama l’acqua e lo dimostra in tutte le occasioni che gli si presentano.
Non la rifiuta nemmeno in pieno inverno e nuota con visibile piacere e con speditezza sia in fase di caccia che di riporto. Si trova a suo agio nell’acqua anche corrente e non la teme.


COMMENTO ALLO STANDARD

Gli Springers così detti “da lavoro” (peraltro impropriamente poiché la razza in generale dovrebbe essere adibita al lavoro) a cui ci riferiamo, per ragioni legate alla loro evoluzione storica e genetica, ed a causa dei diversi ceppi Spaniels che hanno un tempo contribuito alla formazione della razza, da sempre sono fra loro estremamente eterogenei, nel tipo e nella struttura. Essi perciò, presentano varietà morfologiche e fenotipiche accentuate.

E’ anche vero che negli ultimi anni questa eterogeneità ha teso a ridursi e soprattutto si è sempre più uniformato uno stile che, per meccanica e portamenti, è risultato essere il più piacevole, funzionale ed economico in rapporto alla psiche del cane e alla funzione da svolgere. Selezione ed adattamento alle necessità operative hanno così forgiato questa specifica tipologia all’interno della razza Springer che quindi si differenzia anche morfologicamente, per poter ottemperare ad una legge che l’uomo ha solamente sancito ma che la natura applica da tempo immemorabile: “il massimo risultato con il minimo sforzo”.

Il compito dello Springer è quello di frullare selvatici utili al fucile e si potrebbe aggiungere con ogni mezzo e a qualsiasi costo. All’espletamento di questo compito esso perviene per due vie: l’azione sistematica di battuta del terreno e l’individuazione olfattiva del selvatico.
Solo in fase di ultimativa risoluzione del punto è consentito che il cane risalga la pista calda della recentissima passata. Il tartufare sistematicamente sulle passate e sulle pedine, durante l’azione esplorativa, o comunque cercare in terra anziché in aria i segni della presenza del selvatico, è cosa antiestetica e improduttiva; si tradurrà inevitabilmente in selvatici rimessisi di volo trascurati, non fosse altro perché il cane che scrive sul terreno, non può andare alla stessa velocità di quello che si muove padroneggiando il vento. La velocità è fattore determinante nell’azione dello Spaniel poiché non permette al selvatico di scegliere da dove e quando frullare. Quanto più esso sorprenderà il selvatico con azione rapidissima e terrificandolo, tanto minori saranno le opportunità offerte al selvatico stesso di occultarsi o di sottrarsi in una infinita e spesso salvifica fuga di pedina.
Il metodo di cerca (di grande iniziativa), la velocità, la determinazione e l’intelligente equilibrio con cui assolve il suo compito, associati ad espressività e stile di razza, sono le prime e più rilevanti doti di un grande Springer.

Doti che unite alla docilità, al coraggio, che fa un cane inconscio della fatica e gli permette di fracassare un roveto o un intrico di spini o gli farà attraversare un fiume in piena; all’acume olfattivo finalizzato ed applicato al realizzo del carniere ed infine allo stile che è il risultato di personalità + costruzione, sono il patrimonio genetico, un complesso di peculiarità che costituiscono “le vere qualità naturali di quel determinato soggetto”. Sono quelle doti che il più capace maestro non può trasmettere al discepolo e senza le quali nessun Spaniel può diventare un ausiliare completo di eccellente livello o ...un Campione di Lavoro.
Il metodo di cerca: lo Spaniel dovrà lavorare con personale iniziativa sempre in funzione del fucile ed alzare o sloggiare selvatici sparabili. In nessun caso egli dovrà trascurare terreno nel quale possa dimorare selvaggina. La direzione del vento ha notevole importanza sul metodo di lavoro dello Spaniel. Con vento in faccia, il cane incrocerà davanti al conduttore, esplorando e battendo sui lati della direzione di marcia, ogni sporco, ogni luogo che possa ospitare selvaggina, coprendo il massimo spazio concesso dalla conformazione del terreno, dalla vegetazione e dalla capacità del fucile di essere risolutivo. Con vento alle spalle, sovente il cane sfonderà in avanti, quindi rovescerà la direzione di cerca verso il conduttore.
Giudici e linea di battuta, dovranno conformare il passo a tale situazione e consentire al cane di esplorare il terreno confacente.
L’involo e lo schizzo del selvatico utile al fucile, può avvenire come precedentemente indicato per due vie: la prima è quella di un buon metodo di cerca del cane; la seconda, per precisa ed indicata individuazione olfattiva. è evidente che nel primo caso la qualità del punto o dell’azione di caccia sarà facilmente valutata in difetto, senza per questo causarne l’eliminazione dal concorso. Ciò detto è altrettanto scontato che sfrulli e/o investimenti  reiteratamente procurati, penalizzeranno il cane poiché essi autorizzano il giudice a sospettare una carenza di concentrazione olfattiva.

Due invece sono gli errori gravissimi per lo Spaniel che prevedono l’eliminazione dal concorso: il primo è il trascuro di terreno che ospita selvatico che si palesa e il secondo è l’alzare reiteratamente selvaggina non sparabile. Per quanto riguarda l’alzare fuori tiro selvatico che si sottrae di piede, è d’obbligo una importante precisazione: indubbiamente autorizzato, anzi doveroso, è il risolvere, pur fuori tiro, in esito a una carica di forzamento, decisamente a ridosso di un selvatico invisibile, che si sottragga velocissimamente all’impatto olfattivo iniziale del cane. Essenziale però, è che sia carica velocissima, spietata, scaturente da un‘esigenza subitanea di risolvere, non un’azione di filata o accostamento prudente, anticipatrice del forzamento vero e proprio. In questo caso è iniziativa indebita e disubbidienza ingiustificata.

Per quanto riguarda il “sorpasso” di selvatico, come già detto ottimamente dichiarato da Giulio Colombo: semplicemente non esiste, quando il cane risolve correttamente la pista che ha attaccato e, al contempo, si palesa selvatico che s’invola alle terga o di lato allo stesso. Nessuno Spaniels può perseguire contemporaneamente più di una pista, con l’aggiunta che a fronte di selvatici in movimento è assolutamente rischioso stabilire quale fosse la loro dislocazione al sopraggiungere in loco del cane. Deve però risolvere il suo, dimostrando così di essere già impegnato in una pista sicura che gli ha impedito di avvertire l’oggetto del sorpasso. In caso contrario non v’è che l’eliminazione.

 

Da ultimo corre l’obbligo di ribadire che lo Springer è cane da caccia vero che privilegia il carniere e mal si adatta a pratiche cinofile più simili al languore di un minuetto; quindi nella valutazione in prova come a caccia vengono prime le qualità naturali e solo seconde quelle acquisite con l’addestramento. Fatta salva, ovviamente, una “oggettivata” ma puntuale applicazione del regolamento delle prove per cani da cerca.

 

     

 

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